cristina rugbybista anche in cielo.....

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Diretta Audio streaming Viterbo vs Padua Ragusa Rugby

Domenica 20 Maggio ore 13,45

 

Domenica, a Pomigliano d’Arco, Padua Ragusa e Viterbo hanno l’ultima opportunità per non perdere il treno che porta alla serie B. La vincente se la vedrà con il fortissimo Siena

Dopo quattro giorni di comunicati ufficiali, frenetiche telefonate tra la dirigenza del Padua Rugby Ragusa e la Federazione Italiana Rugby, avvertimenti, minacce di adire le vie legali e proposte improponibili, finalmente è ufficiale: la finale per il terzo posto dei play off tra la squadra iblea e il Viterbo si giocherà domenica a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli.
Fino a ieri pomeriggio, però, lo svolgimento di quest’incontro era legato a un filo perché la società iblea aveva deciso di rinunciare alla trasferta in quanto riteneva che quella sede, imposta dal Comitato Regionale Laziale nella veste di organizzatore della fase play off, non tenesse conto del criterio di equità.
«C’è un’evidente disparità di trattamento», ci aveva detto il Presidente Tumino nei giorni scorsi. «Così facendo ci obbligano a uno spostamento di ben 696 km, a fronte dei 312 dei nostri avversari. Oltre a questo, tenendo conto che per arrivare a Pomigliano ci vorranno almeno 10 ore, mentre ai viterbesi ne basteranno meno di tre, saremo costretti a pernottare nella città campana, con un conseguente notevole aumento del costo della trasferta. A queste condizioni, noi non partiremo!».
La società iblea, tuttavia, non si era limitata ad preannunciare la rinuncia ma aveva anche presentato ricorso contro questa decisione, proponendo, al contempo, Cosenza come sede della finale o, in alternativa, Roma, a condizione però che la Federazione si accollasse le spese della trasferta. La Fir aveva accettato quest’ultima proposta solo che la cifra stanziata copriva solo la metà delle spese. Il Padua aveva allora suggerito, a parità di contributo Fir, di far giocare la partita al Goretti di Catania, con i ragusani che si sarebbero eventualmente fatti carico di colmare sia la differenza tra il contributo Fir e il costo dei biglietti aerei per i viterbesi che i costi del terzo tempo.
La telenovela si è finalmente chiusa ieri pomeriggio quando la Fir ha dato la propria disponibilità, prendere o lasciare, a finanziare l’intera trasferta del Padua purché si giocasse a Pomigliano.
La società biancazzurra, a quel punto, ha deciso di accettare, anche se a malincuore, la proposta.
Peppe Gurrieri, l’head coach biancazzurro, non nasconde però il suo disappunto: «Non penso che tutte queste storie siano nate per la volontà di favorire una squadra. Comunque sia, noi stiamo andando a giocare la finale con i soldi della Federazione, del rugby italiano. E non mi sembra giusto!».
C’è un filo di rabbia nei suoi toni. «Sì, è vero, sono arrabbiato per come siamo stati trattati. Ma sono anche deluso, perché se si voleva, si poteva trovare una soluzione equa e senza costi per il movimento rugbystico. Già da tempo si conoscevano i nomi delle squadre che avrebbero giocato i play off; sarebbe bastato mettersi alla ricerca dei campi idonei in quel momento, per non trovarsi adesso in questa assurda situazione. Evidentemente non si è voluto fare, e adesso noi ne pagheremo le conseguenze perché io probabilmente non potrò contare sull’intera rosa, visto che non tutti sabato potranno assentarsi dal lavoro; e lunedì mattina andremo al lavoro dopo un lungo viaggio e poche ore di sonno. Non credo che Viterbo avrà di questi problemi».
Polemiche a parte, i giocatori si sono allenati con impegno per tutta la settimana, pur non sapendo, fino a ieri, se e dove si sarebbe giocato. «I ragazzi, per come si sono allenati, sono da encomio. Forse anche perché si tratta di una partita molto sentita; ho visto che dentro hanno quel filo di rabbia che permetterà loro di giocare con la giusta tensione».
Ma quali sono le reali possibilità che ha il Padua di passare il turno? «Non lo so! Il Viterbo è una squadra forte, e per questo non aveva certo bisogno di aiutini. Durante la stagione regolare non ha mai perso e ha totalizzato 105 punti in 22 partite: significa che giocheremo con una squadra pressoché imbattibile. I favori del pronostico sono tutti dalla loro parte, ma noi faremo del nostro meglio per sovvertirli».
Si giocherà su un campo in terra battuta, un altro motivo per cui è incomprensibile la rigidità del Comitato Laziale nel non voler spostare la partita in un’altra sede. Gurrieri, però, non se ne preoccupa più di tanto: «Il fatto che si giochi su un campo in terra, non avvantaggerà nessuna delle due squadre. Mi auguro solo che non sia un campo pericoloso, che sia in terra battuta e non in cemento battuto, così come ce ne sono tanti in Sicilia. Credo sia arrivato comunque il momento di intraprendere una tranquilla discussione su questo tema. La crescita del nostro sport dipende anche dagli impianti in cui si gioca».
La comitiva biancazzurra partirà stasera, in pullman, alla volta di Pomigliano, dov’è previsto che si arrivi nelle prime ore del mattino di sabato.
La partita, invece, si giocherà al Campo Leone, a partire dalle ore 14:00, e sarà trasmessa in diretta audio su questo sito e su www.rugbyterzotempo.net.

 

 

«Un Padua “non pervenuto” cede il passo alle Aquile del Tirreno.adesso bisogna battere il Viterbo per continuare il sogno promozione»
Per 58 minuti su 80 si è giocato nella metà campo ragusana, per 47 minuti i peloritani hanno mantenuto il possesso dell'ovale.Basterebbero questi numeri per spiegare la sconfitta del Padua Rugby Ragusa nella semifinale play off che li vedeva opposti alle Aquile del Tirreno di Barcellona. Una sconfitta meritata, diciamolo subito, arrivata dopo ottanta minuti durante i quali i ragusani hanno fatto veramente poco, mentre dall'altra parte i barcellonesi hanno disputato la partita della vita, dominando in tutte le fasi del gioco. E a nulla valgono le recriminazioni iblee per la quarta meta dei padroni di casa, assegnata dal signor Colantuono, dopo che il carrettino gialloblu aveva oltrepassato la linea di touche e il guardalinee aveva prima alzato e poi riabbassato la bandierina.Eppure, pur giocando male e soffrendo, fino al 5° del secondo tempo, il Padua era avanti nel punteggio e in tanti speravano che, alla fine, in un modo o nell'altro, il risultato utile si riuscisse a portarlo a casa.Così non è stato, e possiamo anche dire che il 27 a 19 finale sta stretto ai padroni di casa.Ma veniamo alla cronaca.L'inizio dell'incontro è scoppiettante. Calcio d'inizio; fallo del Barcellona nei propri 22; touche, carrettino e Gianfranco Arrabito schiaccia in meta. Peppe Iacono sbaglia la conseguente trasformazione. 0 a 5.Palla a centro, Barcellona che si riversa nella metà campo ospite e, dopo un'azione che esplora la larghezza del campo, arriva la meta di Sgrò. Gabriele Torre sbaglia la trasformazione. 5 a 5.Passano tre minuti e Peppe Iacono riporta in vantaggio la sua squadra con un calcio di punizione. 5 a 8.Ancora palla a centro e ancora una meta. Ovale nelle mani dei giocatori in maglia gialloblu, calcetto a seguire di un barcellonese, Paolo Iacono si impappina e per Impellizzeri è uno scherzo fare suo l'ovale e andare a schiacciare in meta. Torre è sfortunato e colpisce il palo. 10 a 8.Si riprende e, nella successiva ruck, l'ingresso laterale di un giocatore di casa, dà a Peppe Iacono il calcio del nuovo sorpasso. 10 a 11.Poi, per 20 minuti, non succede più nulla. I peloritani si installano stabilmente nella metà campo ospite ma, vuoi per la strenua difesa ragusana, vuoi per l'imprecisione dei giocatori barcellonesi, il risultato non si muove. Anzi, al 38° con un'azione che prende in contropiede la difesa peloritana, è Enoc Valenti a segnare. La successiva trasformazione di Peppe Iacono si stampa sul palo. 10 a 16.Nell'intervallo coach Gurrieri striglia perbene i propri giocatori e nei primi minuti sembra che la lavata di capo faccia effetto, visto che al 45° una punizione calciata da capitan Iacono porta il Padua al massimo vantaggio. 10 a 19.A questo punto finisce la birra e in campo si vedono solo le Aquile. Al 52° Impellizzeri segna la sua seconda meta, ancora dopo una bella azione al largo. Torre sbaglia la trasformazione. 15 a 19.Al 60° la meta contestata di cui si parlava ad inizio articolo. Torre è impreciso dalla piazzola. 20 a 19.Prima di riprendere, Peppe Gurrieri mette forze fresche in campo. Escono Michele Campanella, Alessandro Denaro e Paolo Iacono, entrano Andrea Solarino, Damiano Ortolano e Giovanni Raspaglia. Ma sostanza non cambia.Al 69° c'è gloria anche per Gaetano Scolaro che, dopo un carrettino, segna una meta, che però forse è viziata da un passaggio avanti.. Miroddi, calciatore al posto di Torre che nel frattempo era uscito, centra i pali. 27 a 19.Il Padua è nel pallone, le gambe non rispondono più, i barcellonesi sono galvanizzati. Nei minuti che seguono i padroni di casa premono ma non riescono più a segnare e, anzi, le ultime azioni sono ragusane, che si riversano nella metà campo delle Aquile alla ricerca della meta dell'orgoglio. Ma le azioni sono confuse e al fischio finale il risultato resta inchiodato sul 27 a 19.Negli spogliatoi Peppe Gurrieri accetta la sconfitta arrivata contro una squadra «che oggi ha giocato meglio di noi, non sbagliando nulla», mentre, dall'altra parte, Attilio D'Asdia, al centro della festa per la finale raggiunta, rende l'onore delle armi alla squadra ospiteI play off, però, per il Padua noni. Domenica ci sarà da affrontare, in campo neutro, probabilmente a Cosenza, il Viterbo e, in caso di vittoria, ci sarà il doppio incontro con Siena, ultimo ostacolo nella corsa verso la serie B.

«Il Padua Ragusa batte il Latina con un finale al cardiopalmo e approda in semifinale, dove affronterà le Aquile del Tirreno di Barcellona»

Padua Ragusa-Latina era una partita che entrambe le squadre volevano e dovevano vincere. I laziali perché obbligati a farlo dal risultato dell’andata, gli iblei perché la vittoria di misura ottenuta domenica scorsa al Messapi di Latina non permetteva loro di fare alcun calcolo.Ne è venuta fuori una partita molto equilibrata, giocata da entrambe le parti con voglia ma con una tensione tale da non permettere a nessuno dei due contendenti di sviluppare azioni degne di nota, almeno per tutto il primo tempo. 
Il secondo tempo, e soprattutto e i suoi minuti finali, sono stati da mozzafiato. Ma andiamo per ordine.
Il primo quarto d’ora è di studio e scivola via senza che nessuna delle due squadre riesca a prendere il sopravvento sull’altra. In questa fase c’è una leggera supremazia ragusana, ma sostanzialmente il gioco si svolge nei 40 metri centrali.
Al 15°, per un fallo in ruck dei giocatori iblei, Marco Torelli ha l’opportunità di portare in vantaggio la propria squadra, opportunità che l’apertura laziale non si lascia sfuggire nonostante i quaranta metri che lo separano dai pali e la leggera brezza contraria. 0 a 3.
Passano 3 minuti e il Padua impatta, grazie a una punizione calciata da Peppe Iacono, concessa per un fuorigioco dei latinensi.
Poi non succede più nulla, fino al 32°, quando capitan Iacono batte veloce una punizione poco dentro la metà campo ospite, semina il panico tra i difensori del Latina, supera come birilli uno, due, tre avversari e infine scarica ad Antonio Modica la palla della facile meta. La posizione della successiva trasformazione è parecchio angolata e Peppe Iacono non centra i pali. 8 a 3.
Su questo risultato termina il primo tempo, un tempo nel quale si è fatta sentire l’assenza di Giovanni Tumino,  che per tutta la settimana non si è potuto allenare perché febbricitante, la mancanza della forte seconda linea biancazzurra ha influito sia in mischia ordinata che in touche.L’inizio del secondo tempo è rovinoso per i colori biancazzurri. I giocatori del Padua sembrano come assenti e i laziali ne approfittano per portarsi in vantaggio, giocando ininterrottamente per 10 minuti nella metà campo avversaria.Al 42°, dopo un’azione tambureggiante del XV ospite, Marco Torelli realizza la meta del pareggio. Poi, al 49°, lo stesso porta avanti la propria squadra con un calcio di punizione. 8 a 11, e per il Padua va più che bene, considerando che fino a quel momento i giocatori iblei non hanno quasi toccato palla.Essere sotto, con il concreto rischio di uscire dai play off, dà la giusta scossa al XV di Peppe Gurrieri, che si mette finalmente a macinare gioco e, nell’arco di 13 minuti, dal 55° al 68°, segna tre mete (Gabriele Calamaro, Cristian Iacono, e ancora Calamaro) di cui due trasformate da Peppe Iacono.
Così, al 68°, il Padua si ritrova a condurre per 25 a 11. Tutti pensano che ormai la partita sia chiusa.
Niente di più sbagliato, anche perché i biancazzurri, rilassandosi, danno ai laziali il pallino del gioco, che provano a giocarsi il tutto per tutto per portare a casa la vittoria e, perché no, anche il passaggio del turno.Iniziano allora i 10 minuti più intensi di tutta la stagione, quelli che andrebbero vietati a tutti i malati di cuore.
Al 75° arriva la seconda meta laziale, dopo un’azione che si sviluppa lungo la linea laterale ma che forse è viziata di un fuori gioco di posizione di un giocatore nerazzurro. Torelli trasforma. 25 a 18.Al 79° Michele Campanella, subentrato qualche minuto prima ad Andrea Solarino, viene espulso per 10 minuti.All’80 il Latina segna la sua terza meta, ancora con un’azione imbastita sapientemente dai propri trequarti e che il cecchino Torelli trasforma. 25 a 25.Sembra la fine di tutto, anche perché il pareggio, per il Ragusa, significherebbe sì il passaggio del turno ma come quarto classificato, cosa che vorrebbe dire andare a giocare la semifinale in casa della prima nella classifica che la Federazione stilerà alla fine degli incontri dei quarti di finale.
Per fortuna però il Padua ha una fiammata di orgoglio e si riversa nella metà campo ospite. I latinensi non riescono a contenere la foga degli padroni di casa e, per fermarli, sono costretti a ricorrere al fallo. Peppe Iacono decide di calciare la punizione, n L’arbitro indica che si può riprendere da centro campo, e che saranno giocati 4 minuti di recupero.
Il Latina non ci sta proprio a perdere e, approfittando della superiorità numerica, si riversa nella metà campo ragusana, creando la situazione di uomo in più al largo e portando Giovanni D’Amicodatri a segnare la quarta meta per la sua squadra. Torelli questa volta non centra i pali. 28 a 32.La partita sembra ormai persa; il pubblico ragusano tristemente scuote la testa e pensa di dover commentare la prima sconfitta del 2012.Invece il Cuore Padua non smette mai di battere e i giocatori biancazzurri si fiondano, lancia in resta, verso l’area di meta avversaria.Le lancette del cronometro scorrono inesorabili, e quando i ragusani sono a ridosso della linea dei 5 metri laziali l’84 è già scattato. Ma nel rugby, fino a che il pallone vive, l’arbitro non può fischiare la fine dell’incontro. Così, dopo una serie di ruck, carrettini e giocate alla mano, è Gabriele Calamaro, ancora lui, oggi per forza di cose migliore in campo, a trovare un buco nella difesa laziale e a tuffarsi quasi ai piedi della bandierina. Peppe Iacono trasforma e il risultato si fissa sul 35 a 32.Scoppia la gioia incontenibile di tutti; i 500 presenti sulle tribune invadono il rettangolo di gioco e si uniscono all’esultanza dei protagonisti. Ci vuole del tempo perché torni la calma.
Negli spogliatoi entrambi gli allenatori elogiano i propri avversari, anche se, chiaramente, nel tono di Paolo Garbeglio c’è il dispiacere per essere usciti dai play off, mentre in quello di Peppe Gurrieri è evidente la soddisfazione per la conquista della semifinale.Poi, nell’attesa dei risultati degli altri campi, per conoscere chi sarà il prossimo avversario dei ragusani, il festoso terzo tempo nella club house del Padua, vissuto in una calda atmosfera di rispetto reciproco, dove vinti e vincitori si sono uniti davanti a un piatto di pasta e un bicchiere di birra.
E alle 17:30 il verdetto: Aquile del Tirreno Barcellona. 
Stiamo arrivando! onostante la posizione sia parecchio laterale. La sua scelta si rivela vincente. 25 a 25.



Euforia, euforia allo stato puro. È quella che i giocatori del Padua Rugby Ragusa, insieme alla vittoria, hanno portato a casa dopo la partita con il Latina.Euforia perché vincere al Messapi non è facile per nessuno, lo prova il fatto che in questa stagione nessuno vi era riuscito, e perché quella di domenica scorsa non è stata una semplice vittoria: il 13 a 21 vuol dire anche, facendo tutti gli scongiuri del caso, buone possibilità di passaggio del turno.Naturalmente getta acqua sul fuoco Peppe Gurrieri, il coach dei ragusani. «La vittoria di Latina rappresenta certamente un grande passo in direzione serie B, ma il turno non lo abbiamo ancora passato. E domenica, al Selvaggio, saremo comunque costretti a vincere, perché il risultato dell’andata non ci permette di fare calcoli».Vittoria obbligata, e non potrebbe non esserlo, anche per il Latina. Alessandro Paesante, direttore sportivo del sodalizio laziale: «Veniamo a Ragusa per vincere. Il risultato dell’andata è ribaltabile, anche perché il Padua non mi è sembrato che ci fosse nettamente superiore. Certo che la sconfitta ci ha un po’ buttato giù gli animi. In ogni caso cercheremo di onorare al meglio la partita».Con queste premesse, non si potrà non assistere a una bella partita. Nonostante, forse, le due squadre non potranno schierare il miglior XV.
Peppe Gurrieri: «Ho qualche acciaccato, e probabilmente ricorrerò a un leggero turn over, anche se per noi, parlare di turn over, è una forzatura in quanto, io non faccio differenza tra chi la domenica scende in campo e chi invece va in panchina».
Più o meno la stessa situazione che si vive in casa Latina. «Anche noi abbiamo degli uomini malconci, e non so se saranno recuperabili per la partita. In più dobbiamo decidere se mettere fuori rosa i due espulsi di domenica scorsa, come punizione per l’atteggiamento che hanno tenuto in campo. Per questi ultimi, decideremo all’ultimo momento insieme all’allenatore».
Quello che è certo, è che le due squadre dovranno per forza di cose affrontare la partita con uno spirito diverso rispetto a quella dell’andata, non fosse altro perché al fischio finale non sarà più possibile recuperare. Ancora Paesante: «Va dato merito al Ragusa, che domenica è stato capace di vincere, ma noi domenica avremmo dovuto giocare con più oculatezza, considerando che le mete dei nostri avversari sono arrivate da due nostre distrazioni. Per la prossima partita dovremo cambiare qualcosa, quanto meno nell’atteggiamento mentale con cui affronteremo la gara di ritorno».
Due squadre, quindi, che si affronteranno a viso aperto, sapendo che alla vincitrice si spalancheranno le porte della semifinale e, forse, anche quelle della serie B, mentre alla perdente, chiunque essa sarà, resterà il ricordo di una stagione giocata al massimo delle proprie possibilità.La prudenza di Paesante: «L’impresa non è impossibile, 8 punti da recuperare non sono tanti. Noi comunque non abbiamo reali velleità di promozione, quindi una sconfitta per noi non sarebbe un dramma. Ci terremmo, però, a fare meglio dello scorso anno, quando siamo usciti ai quarti di finale».
E quella di Gurrieri: «Noi siamo tranquilli, e coscienti della nostra forza e delle nostre possibilità. Il fatto di giocare in casa ci dà un piccolo vantaggio rispetto ai nostri avversari, ma sul fatto che il superamento del turno sia cosa fatta, ci andrei cauto».E allora, tutti allo stadio, fischio d’inizio alle ore 11:30, a goderci lo spettacolo.
La partita, comunque, anche in considerazione dei tanti ascolti ottenuti domenica scorsa che, nonostante le difficoltà tecniche del collegamento e le immagini che di tanto in tanto si trasformavano in “fermo immagine”, è stata vista da quasi 300 spettatori, sarà nuovamente trasmessa in diretta streaming sui siti www.ragusarugby.it e www.rugbyterzotempo.net con la certezza, questa volta, che lo streaming sarà migliore di quello di domenica.
Permetteteci, infine, per una volta, di autoincensarci: dopo la partita, il sito della nostra società ha avuto ben 452 accessi. Grazie!

LATINA RUGBY 13 PADUA RAGUSA RUGBY 21

«Il Padua Rugby Ragusa espugna il campo del Latina e vede la semifinale»

Dopo ottanta minuti giocati con il cuore, il Padua Rugby Ragusa esce vittorioso dal Messapi di Latina e mette un'ipoteca sul passaggio del turno.
Ma è non stata una partita facile e il sostanziale equilibrio che si è visto in campo è stato rotto solo perché i ragusani sono riusciti a capitalizzare meglio dei latinensi le poche occasioni che si sono presentate loro. Da elogiare anche la difesa biancazzurra, che ha erto un muro insuperabile e che, specialmente negli ultimi minuti dell'incontro, ha evitato il tracollo, negando in questo modo il punto di bonus agli avversari, particolare che potrebbe risultare fondamentale in funzione del passaggio del turno.È stata anche una partita molto sentita da entrambe le squadre, che hanno giocato per buona parte degli ottanta minuti in maniera contratta. I sei cartellini gialli, quattro per gli iblei, danno, infine, l'idea di quanto nervosismo c'è stato oggi in campo.I primi minuti della partita vedono una leggera supremazia della squadra di Peppe Gurrieri, ma a passare in vantaggio sono i locali grazie alla punizione concessa al 9° per un fuorigioco biancazzurro e trasformata dall'apertura nerazzurra Marco Torelli. 3 a 0.La partita diventa di colpo equilibrata e nervosa. Diversi sono i falli fischiati in questa fase dall'arbitro, il signor Domenico Gargiulo della sezione di Napoli. Al 18°, dopo l'ennesima infrazione in gioco chiuso, a subirne le conseguenze è Lorenzo Castiello, spedito, per dieci minuti, a riflettere sotto i pali avversari.Le statistiche dicono che, durante i minuti di superiorità numerica, la squadra che usufruisce di questo vantaggio segna una media di 10 punti. Questa volta le statistiche vengono sovvertite, visto che è il Padua a passare in vantaggio.Siamo al 21°; i ragusani sono in attacco e la difesa del Latina prova a liberare con un calcio dai propri 5 metri. Il pallone però viene contratto da Gianfranco Arrabito al quale poi non resta altro che tuffarsi per schiacciare l'ovale in meta. Peppe Iacono, da posizione molto agevole, arrotonda. 3 a 7.I ragusani a questo punto sembrano avere in mano l'incontro, ma non riescono a concretizzare e, anzi, si lasciano coinvolgere dal nervosismo dei giocatori di casa. Al 36° Enoc Valenti e Massimiliano Malvezzi vengono espulsi per 10 minuti per reciproche scorrettezze.Al 39°, un calcio di punizione del solito Peppe Iacono porta il risultato sul 3 a 10.Il secondo tempo inizia bene per la squadra ospite, che si insediano subito nella metà campo avversaria, riuscendo a marcare una meta con Giovanni Tumino, arrivata anche questa da un calcetto a seguire di capitan Iacono. Ma buona parte del merito va data alla seconda linea biancazzurra, brava a seguire l'azione e a tuffarsi sul pallone. Il capitano sbaglia la difficile trasformazione. 3 a 15.I laziali sentono che la partita sta scappando loro di mano, si fanno più nervosi ma i ragusani, invece di approfittare della situazione rispondono con nervosismo al nervosismo. Al 48°, Gabriele Calamaro e Mirko Caissutti si vedono sventolare, per reciproche scorrettezze, un cartellino giallo.Tre minuti dopo, un placcaggio alto ai danni di Giovanni Rsspaglia dà l'occasione a Peppe Iacono di allungare. 3 a 18.È questo il momento del maggior vantaggio per gli ospiti. Ed è a questo punto che il Latina tira fuori l'orgoglio e, sospinto dai circa trecento tifosi che riempivano la tribunetta del Messapi, mette nell'angolo il Padua.Al 55° arriva anche la meta nerazzurra, segnata dal pilone William Tarantino dopo una lunga azione che prende il via nei 22 del Latina. Nell'occasione è ottima la difesa biancazzurra, ma che nulla può contro la foga dei giocatori locali. Torelli trasforma e, di fatto, riapre la partita. 10 a 18.I ragusani sembrano accusare il colpo e, forse, iniziano a sentire la stanchezza. Così coach Gurrieri cerca di correre ai ripari inserendo forze fresche.Al 60° entra Andrea Solarino per Michele Campanella; al 65° Antonio Modica per Giuseppe Di Mauro; al 68° Alessandro Denaro per Eugenio Lo Presti.In mezzo ci sono le punizioni di Iacono e Torelli che portano il risultato sul 13 a 21.Al 70° c'è anche il quarto giallo per un giocatore ragusano, un record considerando che in tutta la stagione gli iblei ne hanno collezionati solo 12; a farne le spese è Giovanni Tumino per fallo di antigioco.Il Latina a questo punto ci crede e si butta anima e cuore in attacco. Ma vuoi per errori dei loro giocatori, vuoi per la difesa eroica dei giocatori iblei, il risultato non si schioda più dal 13 a 21.Negli spogliatoi, Paolo Garbeglio, coach del Latina, ammette la superiorità del Padua, soprattutto nel primo tempo, e si rammarica per aver concesso agli ospiti la possibilità di segnare le due mete, contando comunque sulla partita di ritorno per ribaltare il risultato.Dall'altra parte, Peppe Gurrieri è invece soddisfatto per il risultato, nonostante la sua squadra non abbia giocato la migliore partita della stagione. La vittoria, secondo il coach biancazzurro, rappresenta il primo passo che può portare alla serie B ma adesso c'è da farne altri, a cominciare da domenica prossima.Migliori in campo Eugenio Lo Presti, Gianfranco Arrabito e Giovanni Tumino, per le mete fatte e per quelle che hanno evitate.


Si è completata ieri la griglia dei play off per la promozione in serie B. Oggi giochiamo a indovinare chi andrà in Paradiso
Con la vittoria del Benevento nel turno di recupero del girone campano di serie C disputatosi ieri, si è definita la griglia dei play off che porteranno da una a tre delle squadre che hanno giocato i campionati dell’area 4 (Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) a partecipare al prossimo campionato di serie B.
Le magnifiche otto che si contenderanno l’unico posto certo che porta alla serie cadetta saranno dunque Trepuzzi, Campi Salentina, Benevento, Paganica, Viterbo, Latina, Padua Ragusa e Aquile del Tirreno Barcellona, con i seguenti abbinamenti: Trepuzzi–Benevento, Paganica–Viterbo, Latina–Padua RG e Barcellona–Campi Salentina.
Altre due tra queste otto primedonne, in realtà, avranno anche un’ulteriore possibilità: la seconda e alla terza classificata giocheranno ancora un altro spareggio con le squadre del centro Italia e le vincenti andranno al piano di sopra.
Difficile fare pronostici sull’esito dei play off. Le otto contendenti, già per il solo fatto di essere qui, sono certamente buone squadre e agguerrite quanto basta per rendere difficile la vita a chiunque. Quello che si può fare è giocare a indovinare, basandoci sul blasone e su quello che si legge sui siti internet, chi il 20 maggio andrà in Paradiso.
Due sembrano i quarti dai quali potrebbe venir fuori la vincente di questa tenzone: Trepuzzi-Benevento e Paganica-Viterbo, scontri tra nobili decadute, squadre costruite con il solo obiettivo della promozione. Mentre, secondo gli addetti ai lavori, Latina–Padua potrebbe essere la sfida degli outsider, anche perché tra le quattro schiacciasassi, due, dopo il primo turno, dovranno per forza di cose fermare la loro corsa.Infine c’è Barcellona–Campi Salentina che, a detta di tutti, dovrebbe essere il quarto meno competitivo e nessuna delle due dovrebbe salire sul podio. Se i pronostici verranno rispettati, la squadra che in semifinale incontrerà la vincente tra i messinesi e i salentini, dovrebbe avere aperta la via per la finale, mentre l’altra finalista dovrà sputare sangue per giocarsi la promozione senza passare dalla fase nazionale.
Dunque, a sentire gli “esperti”, in semifinale potrebbero arrivare il Trepuzzi, per via del fatto che è appena retrocesso dalla serie B, e il Viterbo, autentica macchina da guerra, le Aquile del Tirreno, troppo deboli i salentini, e una tra Latina e Ragusa, forse la partita più equilibrata tra le quattro.Per il momento fermiamoci qui con questo gioco, anche perché, trattandosi appunto di un gioco, è difficile spingersi oltre senza prendere clamorose cantonate.
Inoltre, a rugby si gioca con un pallone ovale e in quanto ovale non sai mai da che parte può rimbalzare.


Padua Rugby Ragusa 37Nissa Rugby 05

 Si è giocata oggi pomeriggio la partita di ritorno tra Padua Rugby Ragusa - Nissa, valida per l’accesso nella griglia play off per la promozione in serie B.Ai ragusani, forti della vittoria di domenica scorsa, anche una sconfitta con un margine inferiore ai 27 punti sarebbe andata bene ma le parole di coach Gurrieri, pronunciate alla vigilia dell’incontro («Chiunque sia stato il nostro avversario, abbiamo sempre giocato per vincere. Non cambieremo mentalità proprio adesso!») non lasciavano dubbi sulle intenzioni della squadra iblea.E invece, sarà stato per la troppa foga messa in campo, sarà stato per l’euforia del successo quasi raggiunto, sarà per uno strano pressappochismo nel gioco sviluppato oggi, fatto sta che, pur vincendo nettamente nel punteggio, 37 a 5, il Padua è stato autore di una prestazione a tratti inguardabile. Fortuna che di fronte ai ragusani c’era una Nissa venuta a Ragusa in formazione rimaneggiata e che è incappata anch’essa in una giornata negativa.Ne è venuta fuori una partita difficile da commentare e che i ragusani hanno portano a casa grazie al maggior tasso tecnico e alla capacità, più volte messa in mostra durante questa stagione, di concretizzare ogni occasione che si è presentata loro.Eppure migliore inizio non ci poteva essere. Palla a centro, calcio d’invio nisseno, risposta ragusana al piede, altro calcio nisseno. Solo che quest’ultimo, invece di andare nella giusta direzione, viene svirgolato dal giocatore biancoverde e l’ovale finisce in touche dieci metri indietro rispetto al punto del calcio. I ragusani fanno propria la touche, aprono ai trequarti e Gabriele Calamaro si trova già a poggiare la palla in area di meta. È passato poco più di un minuto. Peppe Iacono realizza la conseguente trasformazione. 7 a 0.
In altre occasioni, la squadra sotto si sarebbe depressa, quella in vantaggio si sarebbe esaltata. Invece il Padua si smarrisce e la Nissa inizia a fare gioco, anche se si tratta di un gioco balbettante, fatto di tanti errori e falli. Assistiamo così a uno scorcio di partita brutto e con poco da raccontare, con il gioco risiede quasi stabilmente nella metà capo ragusana. Però è Peppe Iacono, al 19°, ad arrotondare il risultato grazie a una punizione che, fischiata nei 22 iblei, viene alla fine calciata dalla metà campo ospite per una serie di falli nisseni e metri concessi per proteste. 10 a 0.
Ma è soprattutto la Nissa a spingere, e il suo predominio viene premiato al 24° da una meta arrivata dopo un carrettino nato a seguito di una touche sui 5 metri ragusani. Lentini non centra i pali. 10 a 5.
Il Padua reagisce, costringe nella propria metà campo gli avversari e al 29° arriva la meta: mischia sui 5 ospiti, apertura a capitan Iacono, che fa valere la sua classe andando a schiacciare sulla bandierina. Niente da fare, invece, per la difficile trasformazione. 15 a 5.A questo punto la partita si fa dura. I nisseni, nonostante a tratti costringano sulla difensiva la squadra di casa, sentono che non riusciranno a fare propria la partita e si innervosiscono.
I falli, anche gratuiti, iniziano a fioccare e il primo a farne le spese è Alessandro Di Prima che, al 32°, viene ammonito per un pugno in ruck e le successive proteste.I ragusani cercano di approfittare della superiorità numerica ma, forse per la voglia di strafare, da lì alla fine del tempo non realizzano alcun punto.
Al 46° coach Gurrieri dà nuova linfa alla propria mischia facendo uscire Michele Campanella per Andrea Solarino.Al 52° un altro pugno in ruck costa il rosso al pilone nisseno Zambito. Con la conseguente punizione Peppe Iacono aggiunge altri 3 punti allo score della propria squadra. 18 a 5.
Con la nuova superiorità tutti si aspettano che i biancazzurri facciano un sol boccone dei biancoverdi, e invece sono quest’ultimi a chiudere per larghi tratti i giocatori di casa nei propri 22.
Al 61°, al culmine di un’azione tambureggiante dei nisseni, ecco che viene fuori il Padua sornione di questo campionato, con Enoc interceptor Valenti che intercetta un passaggio dei trequarti ospiti e vola in meta dopo un coast to coast lungo 95 metri. Peppe Iacono trasforma. 25 a 5.
Gli animi si scaldano e, a causa di un placcaggio duro ma regolare di Damiano Ortolano ai danni dell’ala ospite Gioiè, il nervosismo esplode. A farne le spese sono il nisseno Tino Di Prima, che in precedenza era stato sostituito, e adesso che viene espulso per le sue plateali proteste, e Gabriele Calamaro e Lorenzo Castiello, che vengono ammoniti nel giro di un minuto per due placcaggi ritenuti pericolosi dall’arbitro, il signor Salvo Muscuso della sezione di Catania.
La Nissa si trova così in superiorità numerica e crede di poter approfittare della situazione per quanto meno accorciare le distanze. Invece è il Padua a segnare una meta, con un’azione fotocopia della precedente. Questa volta il coast to coast è di Paolo Iacono. Suo fratello Peppe sbaglia la trasformazione. 30 a 5.
La partita volge al termine, il nervosismo no. Sono diversi i giocatori nisseni che si divertono a provocare gli avversari e il folto pubblico oggi presente al polisportivo comunale “Aldo Campo-Selvaggio”, bravi i ragusani a non cadere nella trappola.
C’è però ancora tempo per la meta di Giovanni Raspaglia, che arriva dopo un lungo e ribatti sulla linea di meta ospite. Peppe Iacono trasforma. 37 a 5.
Poi non c’è più nulla da raccontare, se non ancora qualche stupida provocazione dei giocatori ospiti e le sostituzioni, proprio allo scadere, di Raspaglia e Stefano Iacono con Antonio Modica e Cristian Iacono.
Man of the match è Stefano Iacono, perché, in una giornata mediocre per la propria squadra, è l’unico dei ragusani che riesce a giocare per tutta la partita un buon rugby.

 

Padua Rugby Ragusa vs Nissa Rugby

Si gioca domenica, con fischio d’inizio alle 15:30, il ritorno dello spareggio per l’accesso ai play off per la promozione in serie B.Palcoscenico per questa partita fondamentale sarà il Polisportivo Comunale Selvaggio-Aldo Campo di Ragusa che, dopo più di 5 mesi, torna a ospitare il rugby. Di fronte Padua e Nissa, in palio il diritto ad affrontare, a fine aprile, la vincente del girone Lazio Sud, molto probabilmente il forte Latina, gara valevole per i quarti di finale nella corsa alla serie B.
Per quanto fatto vedere durante la stagione regolare, per aver già vinto la partita di andata e, diciamolo pure, per il blasone, tutti gli addetti ai lavori sono del parere che la favorita sia la squadra iblea. Non la pensano così, e non potrebbe essere diversamente, a Caltanissetta dove, nonostante la sconfitta di domenica scorsa, c’è moderato ottimismo rispetto all’esito della contesa.La seconda linea Andrea Lo Celso: «Le speranze di passare il turno, in effetti, non sono molte, ma noi ci stiamo preparando al meglio per la partita di ritorno. Non abbiamo nulla da perdere e proveremo a giocarcela fino alla fine».
C’è ottimismo anche tra le fila biancazzurre. Coach Peppe Gurrieri: «Sappiamo di affrontare una squadra che giocherà alla morte per capovolgere il risultato dell’andata, massimo rispetto per loro, ma anche noi vogliamo vincere. Sarà una partita vera e per questo ho chiesto ai miei ragazzi di impegnarsi al massimo. Per questo, schiererò la migliore formazione possibile».Da entrambe le parti, quindi, si farà sul serio. Difficile al momento, però, capire quali saranno i due XV che scenderanno in campo. Domenica scorsa, a dispetto dei ritmi blandi con cui si è giocato, è stata una battaglia vera e suoi effetti si sono percepiti al termine del terzo tempo, quando abbiamo visto diversi giocatori lasciare lo stadio nisseno zoppicando. Comunque sia, anche in considerazione del fatto che si giocherà su un terreno, il Selvaggio-Aldo Campo, finalmente di dimensioni regolamentari, a scendere in campo dovranno, per forza di cose, essere atleti in piena forma. Ancora Gurrieri: «Finalmente si gioca su un campo vero, grande. Per noi sarà un vantaggio perché i nostri schemi sono più adatti ai grandi spazi. Lo abbiamo visto domenica a Caltanissetta: quando possiamo giocare utilizzando la profondità e la larghezza del campo, riusciamo a mettere sempre in difficoltà i nostri avversari».Chi invece vivrà un pomeriggio di spettacolo sarà il pubblico, speriamo numeroso, che affollerà le tribune del polisportivo comunale perché, quando in campo scendono due squadre che voglio vincere, il divertimento è assicurato.E se per la Nissa la vittoria è un obbligo per continuare il sogno promozione, e dev’essere una vittoria con bonus o con una differenza di almeno 28 punti, al Padua anche una sconfitta, purché di misura, potrebbe anche andare bene. Ma, a sentire il coach biancazzurro («Chiunque sia stato il nostro avversario, abbiamo sempre giocato per vincere. Non cambieremo mentalità proprio adesso!»), quella di giocare al risparmio non è un’opzione contemplata.
A buon in

tenditor...

L’andata degli spareggi per l’accesso ai play off per la promozione in serie B di rugby ha detto in modo abbastanza chiaro che i valori emersi al termine della stagione regolare erano reali.È questa, a nostro parere, la chiave di lettura con cui devono essere viste le vittorie esterne di di Padua Rugby Ragusa e Aquile del Tirreno di Barcellona.
Si tratta di anche, sempre a nostro parere, di vittorie che mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno di iblei e peloritani.E se il 3 a 19 maturato sul campo della Cittadella Universitaria di Catania lascia ancora ai cusini la flebile speranza di ribaltare il risultato nella partita di ritorno, il 3 a 30 della gara che ha visto protagonisti la Nissa e il Padua Ragusa difficilmente invece potrà essere rovesciato.A farcelo pensare, più che il risultato in sé, che è abbastanza largo ma non così tanto da far stare tranquilli i ragusani, è soprattutto quanto visto domenica scorsa sul rettangolo di gioco del Tomaselli-Pian del Lago: una squadra, quella iblea, padrona del campo e che fin quando ha avuto voglia di giocare ha imposto la propria superiorità a un avversario, la Nissa, che ha fatto quello che ha potuto e a cui è rimasta una tenue speranza di rivincita soltanto perché, nel secondo tempo, il Padua ha smesso di macinare gioco, accontentandosi di controllare l’avversario.
A dircelo sono anche le statistiche della gara: a un sostanziale equilibrio in mischia (9 quelle a introduzione iblea, tutte vinte, 4 le nissene, una persa), fa da contraltare una netta superiorità paduina in touche. I numeri dicono che il Padua ha perso solo una delle 13 touche lanciate dal proprio tallonatore, contro le 10 perse su 18 per la squadra nissena, con una percentuale praticamente uguale sia nel primo che nel secondo temo (6 su 10 nei primi quaranta minuti di gioco, 4 su 8 nei secondi). Non disponiamo, invece, delle statistiche che riguardano il possesso dell’ovale e la conquista del territorio, ma l’impressione che tutti i presenti hanno avuto è quella che in entrambi i casi sia stato il Padua a dominare.
Chiaro, si tratta di numeri e ogni partita è caso a sé. Ma le possibilità che il copione visto a Caltanissetta si ripeta anche a Ragusa non sono poche. E adesso due righe sulle norme che regolamentano le fasi ad eliminazione diretta. L’articolo 30 del Regolamento Sportivo prevede che, in caso di spareggi che si disputano con partite di andata e ritorno, a risultare vincitrice sia la squadra che nei due incontri abbia totalizzato il maggior numero di punti-partita (4 in caso di vittoria, 2 in caso di pareggio, 0 in caso di sconfitta, a cui si somma un punto di bonus nel caso si siano realizzate almeno quattro mete e un altro in caso di sconfitta con una differenza punti uguale o inferiore a 7). Nel caso in cui le due squadre conquistino lo stesso numero di punti-partita, a passare il turno sarà la squadra che avrà la maggiore differenza tra i punti realizzati e quelli subiti nell’arco dei due incontri. In caso di ulteriore parità, si andrà al conteggio prima delle mete realizzate e poi di quelle trasformate. Se il pareggio dovesse ancora perdurare, si andrebbe all’effettuazione di una serie di calci piazzati.
Pertanto, poiché i ragusani con la vittoria di Caltanissetta, avendo mancato la meta del bonus, hanno conquistato solo 4 punti-classifica, passerebbero il turno anche in caso di sconfitta purché abbia uno scarto massimo di 26 punti, a condizione però che la Nissa non vinca con il bonus o che, in caso di bonus nisseno, anche il Padua, pur sconfitto, conquisti un punto di bonus.
Padua Rugby Ragusa - Nissa si giocherà al polisportivo comunale Aldo Campo-Selvaggio. Fischio d'inizio alle ore 15:30.

Andata spareggi Play off (18/03/2012)
   
NISSA
03
PADUA RAGUSA RUGBY
30
   
CUS CATANIA
03
AQUILE DEL TIRRENO
19
   

Nissa 03 Padua Rugby Ragusa 30

Si è giocato oggi, al Tomaselli-Pian del Lago di Caltanissetta, l'incontro di andata dello spareggio per l'accesso ai play off per la promozione in serie B.Di fronte Nissa e Padua Rugby Ragusa, cioè le vincitrici dei due gironi della serie C siciliana, che hanno dato vita a una partita giocata su ritmi blandi, evidentemente il primo caldo di stagione ha tagliato le gambe ad entrambe le squadre, ma con fiammate biancazzurre che hanno segnato l'incontro, e assegnato la vittoria ai ragusani che, pur mancando la meta del bonus, ipotecano in questo modo il passaggio ai quarti di finale dei play off.
Ma a passare in vantaggio sono i biancoverdi nisseni, dopo appena trenta secondi di gioco, con un drop di Giacomo Granata.Il Padua accusa il colpo e per una decina di minuti non riesce a sviluppare il gioco cui ci ha abituati in questa stagione.Al 10°, però, un'invenzione di Peppe la gatta Iacono mette il fratello Stefano, bravo a rompere due placcaggi, in condizione di andare a schiacciare l'ovale nell'area di meta nissena. Peppe trasforma il conseguente piazzato. 3 a 7.
Adesso è la Nissa ad accusare il colpo, con i ragusani che salgono in cattedra, dominando tutte le fasi di gioco.
Al 16° un fuori gioco dei giocatori di casa dà la possibilità a capitan Iacono di allungare. 3 a 10.
Passano tre minuti e un altro fallo biancoverde consente a Iacono di portare la sua squadra a distanza di break. 3 a 13.
La Nissa si smarrisce e il Padua macina gioco. Al 25° arriva la seconda meta di giornata e porta la firma della gatta: touche biancazzurra a centrocampo, carrettino che avanza di qualche metro, ovale a Iacono che si beve l'intera difesa nissena e va a schiacciare sotto i pali. 3 a 20.I ragusani sono padroni del campo, allora ci pensa Eugenio Lo Presti, autore comunque di un'ottima prestazione complessiva, a dare più equilibrio alla partita facendosi ammonire per una serie di falli in ruck.
La superiorità numerica però non sortisce effetto alcuno e, anzi, sono i ragusani, al 33°, ad arrotondare con l'ennesimo calcio di Peppe Iacono.Il primo tempo si chiude, con il Padua in attacco, sul 3 a 20.
Al rientro in campo tutti ci saremmo aspettati di rivedere il XV di coach Gurrieri arrembante come si era visto nella prima frazione di gioco, e invece i ragusani si rilassano e la partita diventa di colpo equilibrata, con la Nissa che di tanto in tanto si rende pericolosa ma, per fortuna, non morde.Al 48° un buon Campanella lascia il posto ad Andrea Solarino, ma la sostanza non cambia: Padua che pasticcia e Nissa che non graffia.Il segno, il graffio, lo lascia invece Peppe Iacono che intercetta un ovale nella propria metà campo e, dopo un coast to coast,durante il quale nessuno dei giocatori di casa riesce a fermarlo, va a poggiare il pallone sotto i pali avversari. Facile la trasformazione dello stesso. 3 a 30.
Da questo momento in poi in campo non accade più nulla di importante. Qualche fischio inspiegabile da parte del signor Maurizio Costantino di Messina che nell'insieme ha ben diretto, un giallo, per una ginocchiata del neo entrato nisseno Millar, una serie di cambi tra le fila biancazzurre (Castiello, Denaro, Bellio, Giuseppe Modica e Carbonaro per Lo Presti, Di Mauro, Nicita, Gurrieri e Calamaro) e poco altro.Negli spogliatoi, Alessandro D’Antona, l'allenatore nisseno, fa i complimenti ai ragusani “che hanno giocato come pensavamo giocasse. Noi non siamo riusciti a contrastarli come avremmo voluto. Onore al Padua, ma per noi il discorso qualificazione non è ancora chiuso”.
Di diverso parere, invece, coach Gurrieri. “Non abbiamo la certezza di aver passato il turno, ma dopo questa vittoria abbiamo buone possibilità di farlo. Mentre per quanto riguarda la partita di oggi, in pratica abbiamo giocato solo un tempo. La sosta evidentemente ci ha fatto male”.Man of the match, Peppe Iacono per aver sempre fatto la cosa giusta. Calci, aperture, penetrazioni, placcaggi: non ha sbagliato nulla.Menzione speciale, però, a Stefano Iacono, perché tutte le volte che entrava in possesso dell'ovale riusciva a bucare la difesa avversaria, e ad Adriano Nicita, perché ha dettato legge in mischia chiusa.E adesso aspettiamo domenica per festeggiare ancora una volta, sperando di poterlo fare su un palcoscenico degno dell'importanza della posta in palio.

Obiettivo B

Dopo la sosta forzata di domenica scorsa, prende il via, a Caltanissetta, la corsa che porta alla serie cadetta
Il maltempo che lo scorso weekend si è abbattuto sulla Sicilia ha costretto il Comitato Regionale al rinvio di tutte le partite di rugby previste tra sabato e domenica.Ne ha fatto le spese anche l’atteso incontro Nissa-Padua Rugby Ragusa, spareggio di andata per l’inserimento nella griglia play off per la promozione in serie B, che è stato adesso riprogrammato per domenica 18, così come anche Cus Catania-Aquile del Tirreno Barcellona, l’altra partita che assegnerà il secondo posto utile per giocarsi in aprile la promozione nella serie cadetta.La sosta forzata ha così prolungato di una settimana l’attesa per la partita che può decidere un’intera stagione, ma in casa Padua non si è sofferto più di tanto per l’imprevisto stop e si è continuato a lavorare con la stessa intensità e lo stesso impegno che sono stati profusi durante tutta la stagione regolare.Perché, nonostante si sia vinto il campionato a mani basse e di conseguenza i pronostici siano tutti dalla parte dei ragusani, nello spogliatoio biancazzurro si predica umiltà. Peppe Gurrieri, l’allenatore ibleo: «In queste settimane ho chiesto ai miei ragazzi di dimenticare quanto fatto finora. Per noi domenica inizia un nuovo campionato e le vittorie non ci arriveranno per quanto fatto durante la stagione regolare. Inoltre, vincere con la Nissa non sarà affatto facile. Quella biancoverde è una squadra quadrata in tutti i reparti, ma con due o tre elementi molto validi che possono fare la differenza».Quelle di Gurrieri non sono parole di circostanza. La Nissa ha infatti vinto il proprio girone con 12 successi, un pareggio e una sola sconfitta. Non sono numeri che lasciano indifferenti. E anche tra i nisseni c’è consapevolezza dei propri mezzi e dei propri limiti. Giuseppe Lo Celso, il presidente: «Sappiamo che superare il Padua sarà difficile, ma non vogliamo considerarci già battuti in partenza. Scenderemo in campo con l’intenzione di dare il massimo, in modo da non avere rimpianti tra quello che eventualmente sarebbe potuto essere e invece non è stato».Ma anche i paduini hanno voglia di giocarsi a viso aperto i 160 minuti che potrebbero portarli ad affrontare la vincente del girone “Lazio sud”, probabilmente il forte Latina,.Ancora Gurrieri: «Noi puntiamo ad andare il più lontano possibile. Per il momento vogliamo battere la Nissa, poi penseremo all’avversario che il tabellone dei play off ci riserverà. L’importante è non sottovalutare nessuno dei XV che saremo chiamati ad affrontare».
Nissa-Padua Rugby Ragusa si giocherà al Pian del Lago 2, il campetto sterrato che si trova accanto al Tomaselli-Pian del Lago, con fischio d’inizio alle 12:00. Ottanta minuti dopo sapremo qualcosa in più sulla reale consistenza delle due squadre e sulle possibilità che la vincente potrà eventualmente avere nella scalata alla serie cadetta

 

Doppietta Under

Che ci fosse voglia di rivalsa fra le fila dell’Under 16, dopo la sconfitta di domenica scorsa, si sentiva “nell’aria” .
Scesi in campo agguerriti ed “armati fino ai denti”, hanno sin dal primo momento attaccato e attaccato, cercando di non dare all’avversario il tempo di riprendersi e di organizzarsi.È stata una bella partita, con momenti di tensione, forse più fuori campo che in campo, specie quando l’arbitro ha concesso, a pochi minuti della fine, una meta “discutibile” al Messina.
È stata la domenica “dei balletti in campo” (anche la Under 20 li ha fatti, ma di diversa natura), sembrava proprio che i ragazzi scherzassero fra di loro: passaggi perfetti, avanzamenti e .... realizzazione perse per un soffio. Ad inizio partita ci sono stati parecchi di questi momenti “ludici”, momenti che sarebbero potuti costare cari nel complesso. Ma quando l’avversario, con un intercetto, che lo ha portato a pochi metri della meta, “ha rotto l’incantesimo”, i ragazzi hanno realizzato che era il momento di concretizzare.Vincendo due touche di seguito, il Padua conquista terreno, portando il gioco sulla metà campo avversaria, facendo volare la palla da una parte all’altra del campo, mettendo, al dodicesimo, Ernesto Vindigni, nella possibilità di realizzare (non trasformata). Ma il Messina è venuto per vincere, e lo dimostra con una reazione che porta il risultato sul 5 a 7. Il resto del primo tempo va avanti senza episodi rilevanti.All’inizio del secondo tempo esce Marco Biazzo per Giulio Avveduto e il Padua va all’attacco realizzando la seconda meta per mano di Albert Di Grandi (non trasformata). Al ventesimo esce Clyde Argintieri ed entra Giorgio Lentini. Subito dopo l’arbitro manda tra i pali avversari per dieci minuti Matteo Accetta, avendolo visto mettere le mani in ruck.Il Padua è in quattordici, il Messina sente il momento favorevole e va all’attacco. Terzo cambio fra le fila del Padua esce Carlo Firrito, stanco per aver dato proprio il massimo, ed entra Ciccio Lo Presti.Il Messina attacca e realizza la contestata meta che porta il risultato sul 10 a 12.
La palla è stata schiacciata dopo che il giocatore ha toccato la bandierina della touche al limite del campo ma a nulla valgono le proteste. L’arbitro spiegherà, nel dopo partita, che nuove regole fanno sì che questa azione sia considerata regolamentare.Gli unici che non si lasciano sgomentare dall’accaduto sono i giocatori in campo.
Con tenacia e caparbietà continuano a giocare, incitati dal pubblico. Ed è la mischia che spinge, avanza e travolge gli avversari, ed è un uomo di mischia, Giovannino Tribastone, dopo una concitata azione, a segna la meta vincente (non trasformata). Siamo oltre il tempo regolamentare e l’arbitro concede minuti di recupero che rischiano di riaccendere gli animi: fischia al Padua un fallo inesistente, il Messina parte all’attacco ma viene fermato.
Arriva il fischio finale e il Padua festeggia la vittoria più che meritata.Man of the match anche questa volta sono due: Giulio Avveduto, che per essere al suo primo anno di gioco, ha dimostrato di avere belle capacità, e Daniele Occhipinti “un veterano di mischia”, “un silente”, che non si è fermato un momento, giocando bene e incitando i compagni.
La vittoria dell’Under 20 è stata invece la vittoria di mister Enzo Novello, in quanto ha pienamente fatto passare ai suoi ragazzi il concetto rugby = gioco di squadra.Ha vinto la squadra che ha giocato per la squadra. C’è stato spazio per tutti, lo dimostrano le mete arrivate da uomini dei diversi ruoli (mischia, tre quarti, ali, etc.), ma alla meta ci si arriva solo se si costruisce insieme.I “balletti” sono quelli a cui abbiamo assistito quando, anche nell’aria di meta i ragazzi si sostenevano e, pur essendo in grado di realizzare, passavano la palla al compagno che lo aveva “accompagnato” sino alla fine (uno per tutti: la meta di coppia Cristian Iacono - Marco Muccio).
Non c’è stata storia, la partita ha visto in campo solo i colori del Padua, solo il gioco del Padua.
Il punteggio finale di 48 a 5 ci dice che questa squadra ha lavorato tanto (che Enzo Novello ha lavorato e dato tanto), non solo sul gioco in se stesso, nella tattica e nella tecnica, ma anche, e soprattutto su se stessi come componenti di un “insieme”.Marco Cavalieri, Marco Muccio, Giuseppe Modica, Cristian Iacono, Giorgio Criscione, Vittorio Novello hanno realizzato le mete, ma al loro fianco ci sono stati gli altri: Giulio Battaglia, Giovanni Campo, Ruben La Rocca, Salvatore Limpido, Giovanni Mustile, Giovanni Licitra, Davide Bennardo, Paride Vona, Marco Ottaviano e Alessio Distefano, i compagni di squadra, quelli che ti incitano, ti sostengono, ti aiutano a rialzarti dopo una caduta, quelli ti fanno sentire che fai parte di una SQUADRA.Man of the match Marco Muccio, che sembrava essersi moltiplicato: è stato sempre là dov’era la palla, e Giovanni Licitra che ha spinto e placcato senza fermarsi mai.

«Il Padua si prepara a disputare i play off per la promozione in serie B»
Per la settima volta nella sua lunga e gloriosa storia il Padua Rugby Ragusa ha vinto il campionato di serie C di rugby.
E se nelle precedenti sei occasioni c’è stata la gioia della prima volta (1973), della promozione in B (1994 e 2000), oppure la tristezza per non essere riusciti a fare il salto di categoria, questa vittoria ha un sapore del tutto particolare: quello della programmazione.Tre anni fa, al momento della diaspora interna a questa società, diaspora che aveva portato alla nascita del Clan Rugby Ibleo, la dirigenza paduina non si era persa d’animo (e ne avrebbe avuto motivo, considerando che gran parte dei titolari aveva fatto la scelta di imbarcarsi nella nuova avventura) e aveva messo in cantiere un progetto che nel giro di un quinquennio avrebbe dovuto portare la società a lottare per la promozione in serie B.
La vittoria di oggi conferma la bontà del progetto e dà il senso che, quando si lavora bene, si può ottenere qualunque risultato. Al di là del fatto che a fine maggio (l’eventuale finale si giocherebbe il 20) si festeggi o meno l’agognata promozione, essere arrivati davanti a tutti, con una sola sconfitta nelle 14 partite giocate, lasciando per strada solo 7 punti sul totale di 70 disponibili, si può certamente definire un’impresa.Vero, lo scorso anno il Messina aveva fatto di meglio, ma in quel caso si trattava di un’autentica macchina da guerra. E comunque, avere il miglior attacco del campionato (443 punti realizzati, in media 31 a partita), la migliore difesa (solo 92 punti subiti, 7 ad incontro), aver segnato il maggior numero di mete (65, con una media di 5 a partita), e averne subite solo 9, non è certamente un risultato da poco.
E allora diamo la parola alle tre anime che hanno permesso tutto ciò: il presidente, a rappresentare la società, l’allenatore, a rappresentare lo staff tecnico, e il team manager, voce della squadra.
Presidente Tumino, cosa rappresenta per il Padua questa vittoria?Era un sogno, e adesso è diventata una splendida realtà, soprattutto in considerazione di quanto successo tre anni fa. È la gioia più grande che i ragazzi potevano dare a me e alla società che mi onoro di presiedere.Coach Gurrieri, qual è il segreto di questa squadra?Non c’è nessun segreto. La vittoria di quest’anno è il frutto del lavoro fatto nelle ultime tre stagioni. Ma se proprio si vuole cercarlo a tutti costi, e in questo caso io non avrei nessun merito, il segreto sta nello “spogliatoio”, che definirlo splendido sarebbe poco. Tutti i ragazzi, oltre che compagni di squadra, sono anche amici fuori dal campo.Ciccio Schininà, come team manager tu hai il polso dello spogliatoio. Com’è stato vissuto questo successo?
I ragazzi lo hanno vissuto in modo molto maturo, con l’aria di chi è convinto dei propri mezzi. È stato il giusto coronamento del lungo lavoro di questi anni. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle quanto l’impegno paghi, basta per esempio confrontare la miglior partita giocata l’anno scorso con quella di quest’anno per vedere come si siano alzati il livello e la qualità del nostro gioco.
E adesso vi aspettano i play off. Con quale spirito li affronterete?Schininà: Sappiamo che la trafila dei play off è lunga e difficile. Ma noi abbiamo fame, lo si vede durante la settimana in allenamento e la domenica in partita. Questa squadra sa che se gioca con la testa, ha tecnica e “cattiveria agonistica” per battere chiunque. L’entusiasmo è stato alle stelle, anche perché abbiamo vissuto una stagione entusiasmante da tutti i punti di vista. Ma adesso, chiusi i festeggiamenti per la vittoria del campionato, i ragazzi sono già rientrati “nei ranghi”, coscienti che ancora non abbiamo fatto nulla e che il “bello” inizia proprio adesso.Gurrieri: Il nostro obiettivo principale è quello di far crescere il più possibile questi ragazzi, senza per questo porci alcun limite. Sappiamo che nelle intenzioni del Padua la promozione in serie B non era in programma alla fine di questa stagione. Ma noi cercheremo lo stesso di andare il più lontano possibile in modo da mettere in seria difficoltà la società (ride sotto i baffi, ndr).Tumino: I play off? Li affronteremo con la voglia di vincere. E, per rispondere al coach, sarei contentissimo di trovarmi in difficoltà…
E noi, insieme a tutti gli sportivi ragusani, ci auguriamo che la sera del 20 maggio il Padua Rugby Ragusa si ritrovi in grande difficoltà!

Le Under replicano Netta vittoria dei ragusani sui catanesi del San Gregorio sul campo di casa

Le Under del Padua hanno vinto contro i pari età del San Gregorio: 41 a 0 per l’Under 16, con sette mete di cui solo due trasformate, 41 a 5 per l’Under 20. Ottavio Modica è il primo ad andare in meta alla seconda azione del primo tempo.
Il San Gregorio reagisce prontamente con una azione che fa partire un loro giocatore verso la meta, ma bravo Gianluca Tirone che lo placca propria sulla linea, impedendogli di schiacciare la palla.
Al 13° il Padua si ritrova in quattordici per un’uscita temporanea di Giuseppe La Rosa ma ciò nonostante continua ad attaccare, a guadagnare terreno centimetro su centimetro. Il risultato arriva poco dopo con Ottavio Modica che realizza la sua seconda meta, dopo aver attraversato quasi tutto il campo con una incredibile galoppata.
Lo imita qualche minuto dopo Gianluca Tirone. Sempre con lo stesso “modus operandi”, il Padua che attacca e costruisce, il San Gregorio che stenta e si difende, arriviamo alla fine del primo tempo. Alla ripresa del gioco nel Padua iniziano i cambi: esce Carlo Firrito ed entra Giorgio Lentini, mentre al 7° esce Clyde Argintieri per Daniele Occhipinti. Al 10° Alessandro Cappa manca la meta, attraversando la linea, ma il pallone vola via. E non sarà l’unico a mancare la realizzazione finale, altri avranno l’opportunità di concretizzare, ma sbagli, piccoli e grandi, faranno mancare il risultato. Al 13° esce Gianluca Tirone per Matteo Firrito. Sarà proprio lui a realizzare la meta al 15°, seguito poco dopo da Alessandro Cappa.
Al 21° esce Ernesto Vindigni per Giulio Avveduto. Si va avanti con un susseguirsi di touche e mischie vinte e perse da entrambi gli schieramenti, ma il risultato non cambia: il fischio dell’arbitro ferma tutti sul 41 a 0.
Desidero menzionare, in quanto anche a loro va il merito della vittoria, partita dopo partita, coloro che io definisco “i silenti”, quei ragazzi che ci sono, che giocano, che sostengono, che placcano, ma che non vanno concretamente a meta, (ciò accade raramente), ma che ne permettono la realizzazione.
Parlo di Matteo Accetta, Clyde Argintieri, Giorgio Lentini, Albert Di Grandi, Carlo Firrito, Daniele Occhipinti, Damiano Spataro e Giovanni (Giovannino per tutti) Tribastone, Francesco (detto Ciccio) Lo Presti, Giuseppe La Rosa, ragazzi che “silenti” stanno in mischia, si allacciano e spingono guadagnando quei metri che permettono, a chi sta fuori di andare a realizzare non la sua meta ma la meta della squadra.
The mens of the match sono due dei “silenti” Giovannino Tribastone e Giuseppe La Rosa, non si sono mai fermati e hanno dato il meglio.Dopo il doveroso minuto di silenzio in memoria di un ragazzo del San Gregorio deceduto per incidente stradale, è iniziata la partita dell’Under 20.
La prima bella azione è stata di Giovanni Campo che ha mancato la realizzazione solo per un soffio, ma che ha subito fatto capire all’avversario che sarebbe stata una dura partita. Il San Gregorio che tenta una realizzazione all’uscita di touche vinta, ma viene prontamente fermato da Marco Muccio.Gli ospiti adesso si fanno tenaci ed insistenti, e non perdono occasione per farsi avanti.Dai e dai, alla fine la spuntano realizzando, ma sarà la loro sola marcatura della partita (non trasformata), l’agognata meta.
Da quel momento in poi, però, l’unico colore che si vedrà in campo sarà quello della biancazzurro del Padua.
Come se quella meta li avesse colpiti nell’amor proprio, “i novellini” sfoderano le armi e travolgono gli avversari: non c’è più partita, “piovono le mete”: Marco Cavalieri, Giovanni Campo, Iacono Cristian saranno i realizzatori del primo tempo, che si chiude sul 17 a 5 .Poco dopo l’inizio del secondo tempo esce Marco Cavalieri (sostituito da Marco Marlin), che lascia il terreno di gioco per aver ricevuto un fortissimo colpo allo sterno (il controllo in ospedale dirà che non è nulla di grave). Poco dopo Davide Bennardo finisce sotto l’acca avversaria, per i dieci minuti.Ma i paduani oramai sono travolti dal loro stesso gioco e con un ritmo sempre più incalzante non danno tregua agli avversari. Non c’è storia! È tutto bianco celeste. Vanno a meta Giovanni Licitra, Marco Muccio, Marco Marlin e Giorgio Criscione, portando il risultato finale sul 41 a 5.Man of the match un “silente”, uno di quelli che lavorano in silenzio: Paride Vona.

girone 1 --7^ giornata ritorno 19/2/2012
ore 14.30------------- Squadre partecipanti
   
MISTERBIANCO RUGBY
11
LOGARITMO MESSINA
06
   
CUS CATANIA
52
LE AQUILE ENNA
00
   
PADUA RAGUSA RUGBY
34
LE AQUILE DEL TIRRENO ME
12
   
CATANIA 2009
00
AUDAX RUGBY RAGUSA
25
   
CLASSIFICA
   
PADUA RAGUSA RUGBY*
58
CATANIA 2009
35
   
LE AQUILE DEL TIRRENO ME
47
LE AQUILE ENNA
11
   
CUS CATANIA
46
MISTERBIANCO RUGBY*
09
   
AUDAX RUGBY RAGUSA
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LOGARITMO MESSINA
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